Cosa so veramente sull’ansia?
7 Novembre 2017
Inside a Therapist’s Heart
10 Aprile 2018

Cominciamo con il dare una definizione al termine ASSERTIVITA’.

Questo termine viene ormai utilizzato nel parlato quotidiano con una certa frequenza. Spesso però viene impiegato nel modo sbagliato o non è molto chiaro che cosa si intenda quando lo si utilizza.

Si tratta di un modo di comunicare efficace ed indica la capacità di AFFERMARE SE STESSI, ovvero di parlare e trasmettere in modo chiaro e funzionale le proprie emozioni, le proprie opinioni e i propri punti di vista, facendo valere i propri diritti nel rispetto dei diritti altrui.

Per farci un’idea di questo stile comunicativo e della sua utilità possiamo immaginarcelo all’interno di un continuum che ha come estremi lo stile PASSIVO e quello AGGRESSIVO.

Lo stile passivo ed aggressivo che nel breve periodo apportano dei vantaggi (motivo per cui vengono ancora oggi utilizzati), in realtà sul medio e lungo periodo comportano enormi svantaggi, sofferenza e incomprensioni peggiorando la qualità della vita.

Lo stile Passivo  comporta la rinuncia all’espressione dei propri pensieri ed emozioni,  la sottomissione al volere dell’altro con l’obiettivo di evitare un possibile conflitto e/o far piacere all’interlocutore accondiscendendo a delle sue richiesta esplicite o anche implicite. La persona passiva subisce l’altro, non è in grado di esprimere le proprie opinioni o sentimenti, fatica a prendere decisioni, ritiene gli altri migliori di se stessa (“io non sono ok, tu sei ok”), teme e dipende dal giudizio altrui, risulta incapace di rifiutare le richieste, tende a sottomettersi al volere dell’altro.?

Lo stile Aggressivo implica l’espressione dei propri pensieri ed emozioni tenendo in considerazione solo il proprio punto di vista e conseguentemente determina una lotta di potere, un attacco diretto o indiretto nei confronti di chi lo ascolta volta unicamente alla propria gratificazione. L’aggressivo calpesta i diritti dell’altro, reputa di essere sempre nel giusto, non si attribuisce mai la responsabilità dei propri errori, svaluta l’altro (“io sono ok, tu non sei ok”). Risulta rigido, ed inflessibile rispetto alle sue posizioni.

Lo stile Assertivo  è invece espressione dei propri pensieri ed emozioni nel rispetto dell’interlocutore. Ha come effetto il rispetto per l’individualità dell’altro, la disponibilità a vedere il suo punto di vista e a raggiungere un accordo negoziando. La persona assertiva rispetta i diritti propri e quelli altrui, non concede agli altri di essere aggressivi, non si sottomette, non impone agli altri l’obbligo di modificare le loro opinioni, non giudica gli altri, decide per sè e non si assume responsabilità che non le competono, ha stima di se stessa e dell’altro (“io sono ok, tu sei ok), sa esprimere le proprie opinioni e le proprie emozioni in modo funzionale, raggiunge i suoi obiettivi, sa che cosa vuole e lo persegue senza calpestare gli altri.

Mentre i primi due stili disfunzionali sono automatici, l’assertività implica l’intenzionalità, motivo per cui va appresa, fatta propria e trasformata in abitudine. Tutto ciò comporta uno sforzo a differenza dell’istintività di chi è passivo o aggressivo.

L’assertività è direttamente correlata all’aumento di autostima ed autoefficacia, entrambe fondamentali al raggiungimento del benessere e dei propri obiettivi. Coltivare e fare proprio questo stile comunicativo migliora la qualità della vita. Esistono specifici training assertivi a cui partecipare in gruppo, ma è possibile anche lavorarci all’interno di un percorso individuale.

Diventare assertivi migliora le nostre relazioni.

 

Vi lascio con i principi base dell’essere assertivo come promemoria e buon auspicio:

 

  1. Essere trattato con rispetto. Ognuno ha il diritto di essere trattato dagli altri con gentilezza e cortesia, a prescindere dalla propria posizione sociale
  2. Esprimere le proprie opinioni ed i propri sentimenti, dato che ciascuno di noi ha il diritto di esprimere se stesso
  3. Fissare i propri scopi ed i propri obiettivi, dal momento che tutti hanno il diritto di perseguire i propri scopi
  4. Rifiutare una richiesta o dire di no, poiché ognuno ha il diritto di rifiutare.
  5. Chiedere ciò che si desidera, dal momento che ognuno ha il diritto di esprimere i propri bisogni. Ciascuno ha delle necessità e desideri ed è utile esprimerli nelle relazioni
  6. Commettere degli errori; sbagli ed errori sono elementi essenziali dell’apprendimento.
  7. Essere i giudici del proprio comportamento, indipendentemente dalla benevolenza degli altri, infatti ognuno ha il diritto di giudicare se stesso
  8. Cambiare la propria opinione, dato che il cambiamento può essere associabile alla crescita ed allo sviluppo personale.
  9. Decidere se far valere o meno i propri diritti, in conformità al diritto di scelta.
  10. Decidere se dare spiegazioni e scuse per il tuo comportamento

 

Bibliografia:

 

Bonenti, D., Meneghelli, A. (1992) Assertività e training assertivo. Franco Angeli. Milano.

 

Giannantonio, M. & Boldorini, A.L. (2002) Autostima assertività e atteggiamento positivo – i fondamenti e la pratica della crescita personale. Salerno: Ecomind.

 

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/psicologamiselli/

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *